Il mio Sud Africa a colori

periodo: 31 luglio – 14 agosto

Finalmente quest’anno ce l’ho fatta! Dopo anni in cui sognavo questo viaggio sono riuscita ad acchiappare al volo in 5 minuti di passione l’offerta di  Saudia Airlines che recitava…Malpensa- Johannesburg 450 € a/r…wow!! Ore 23  di un’anonima serata di marzo, e in pochi click il mio sogno ha iniziato ad avversarsi!!

Preparare l’itinerario non è stato semplice ma consultando altri racconti di viaggio ho trovato la combinazione giusta per le nostre esigenze (mia e di Fabio) cioè che ci permettesse di assaporare un assaggio di natura selvaggia, paesaggi mozzafiato, cultura e società.

Abbiamo scelto  di dormire sempre nelle case con il circuito Airbnb perché d’abitudine lo facciamo nei nostri viaggi in Italia e all’estero e perché ho letto che il rapporto qualità prezzo degli hotel non è sempre garantito e che per questo Airbnb sta prendendo piede. Poi vi consiglio di dare un occhio alle case che affittano e ai prezzi! Ville da sogno con piscina e giardino a massimo 20 euro a testa a notte! Naturalmente essendo inverno le piscine erano inutilizzabili ma le camere sempre pulite e ben arredate con ingresso indipendente.

Discorso a parte per il safari, che abbiamo fatto al Kruger, dove abbiamo dormito dentro il parco…con grande fortuna direi visto che a maggio era già tutto pieno!!! Quindi vi consiglio di prenotare con largo anticipo dentro il parco per poter scegliere la sistemazione che più vi piace.

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Kruger-Prestoriuskop Camp

Il Kruger merita un discorso a sé per la prenotazione e per l’itinerario nel parco. Si prenota online sul sito di San Parks che gestisce tutti i parchi sudafricani.

Al suo interno ci sono circa 12 Rest Camp, veri e proprio camping in cui si può alloggiare in varie sistemazioni dalla tenda propria al bungalow, alcuni con affaccio sui fiumi Olifant e Sabie. Alcuni Camp sono in posizioni privilegiate per ammirare gli animali  e offrono più servizi, come ad es. l’Olifant, il Lower Sabie e lo Skukuza.

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Kruger-il fiume Sabie

Prenotando con anticipo si può scegliere di alloggiare in campi diversi (scelta che consiglio) ma noi ahimè siamo finiti al Prestoriuskop (uno dei più antichi) tutte e tre le notti, che rimane in una zona meno privilegiata perché non affaccia su corsi d’acqua.

Una particolarità molto interessante è che i Camp sono tutti dotati di griglie per fare la grigliata (braai), che in Sud Africa è un’istituzione per la bontà delle carni. Ogni casina ha la sua griglia e Fabio si è parecchio divertito a grigliare ogni sera una prelibatezza diversa!

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Fabio alla griglia (Braai)

Alternativa è dormire in una riserva privata per una esperienza vip o fuori dal Kruger (sconsigliata) nei lodge in prossimità del parco.

Ma veniamo alle nostre tappe…

31 luglio – inizia l’avventura!

Si parte!!! adrenalina a mille e via sul volo verso Jeddah, il nostro scalo in Arabia Saudita…dove ci attende una simpatica permanenza di 8 ore…che potrebbe anche essere non così drammatica ma….

Siamo stati relegati in uno stanzone con 3 bar senza poterti muovere e senza nemmeno un negozioooooo!!! Ebbene si…questo è lo scalo internazionale di Jeddah dove fanno tappa i musulmani verso la Mecca e altri poveracci come noi verso altre destinazioni nel mondo. Logicamente proibito fumare ovunque per chi avesse tale esigenza…

Ho letto 700 pagine di libro!!! Inoltre si possono ammirare le varie usanze arabe di lavaggio piedi e docce nei bagni dei maschietti oltre che la preghiera alla moschea ricavata in un angolo dello stanzone…ecco …andate preparati psicologicamente se vi dovesse capitare una sosta lunga e portatevi da leggere!!!

L’aeromobile della Saudia era piuttosto vecchiotto senza schermi funzionanti e così altre 5 ore tra lettura e hobby vari! Però si è mangiato discretamente e sovente!!

1 agosto-4 agosto – alla scoperta dei big five

Ore 7.00 del mattino tocchiamo territorio sudafricano! Evvivaaaa!!!

La nostra prima tappa è il Kruger dove abbiamo deciso di fermarci 3 giorni, per familiarizzare col safari.

Per arrivarci abbiamo preso un volo interno di un’ora da Johannesburg a Nelspruit (aeroporto in prossimità del parco, se no si può raggiungere in circa 5 ore di auto) e lì abbiamo affittato l’auto per 3 giorni con la compagnia Budget dell’Avis.

Attenzione che i controlli alle auto sono minuziosi soprattutto se non fai l’assicurazione premium e considerando che la usi su strade sterrate e in mezzo alla vegetazione non è così improbabile fare qualche riga. A noi alla riconsegna volevano contestare una riga invisibile sul paraurti ma alla fine dopo mezzora di contestazione abbiamo chiuso senza pagare l’extra.

Che dire del safari…prima esperienza…strana, faticosa ed emotivamente molto toccante. Trovarsi in mezzo agli animali  nel loro habitat e osservarli nella loro quotidianità, ignari (forse) della tua presenza è una sensazione strana, un mix di curiosità, emozione e paura. Paura di “disturbare il loro rituale”, paura delle loro reazioni, paura di essere “di troppo”.

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rinoceronte in attraversamento!!!

Le emozioni che ti lascia il safari sono uniche…le albe e i tramonti, il ruggito dei leoni in lontananza mentre sei nella tua stanza, le grigliate all’imbrunire, le orme lasciate dagli animali e i colori così contrastanti del blu del cielo e del giallo predominante della savana, la via lattea che staglia su di te quando alzi gli occhi al cielo…

Quando scorgi un animale che si materializza sulla tua strada è sempre un wow!

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Bufalo al Kruger

La fatica è alzarsi presto e stare in auto tutto il giorno alla ricerca dei big five ma non solo..ma poi viene ripagata quando ti imbatti in una famiglia di elefanti sul ciglio della strada all’imbrunire e noti come la mamma osservi il suo piccolo per proteggerlo e guidarlo, come una qualsiasi mamma umana.

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Elefante solitario al Kruger

Il Kruger è grande quanto la Lombardia e generalmente si visita la parte sud in un raggio di 100 km dove si concentra la maggior parte degli animali e dei Camp.

Un altro aspetto che colpisce è il profondo rispetto che hanno i sudafricani per la natura e gli animali, pertanto il decalogo delle regole è molto lungo ma ti abitui subito a rispettarle…non dare da mangiare, non avvicinarsi e non fare rumore….e soprattutto mai scendere dall’auto! Consiglio che Fabio ha subito disatteso per motivi fisiologici con cazziata pesante del ranger che passava in quel momento! Consigliamo pappagallo in auto per chi ha vescica debole!

Consigli:

  • fare tranquillamente il safari con propria auto non presenta rischi e ti dà molta autonomia sull’itinerario
  • fare una o due uscite con il ranger soprattutto a piedi (3 ore) per entrare nel vivo della savana con un esperto
  • qualche perplessità sul safari notturno che a me non è piaciuto perché non abbiamo visto animali e il ranger ha fatto un giro piccolo e poco interessante.

 

4-5 agosto la costa … a prima vista!

Lasciamo il Kruger per iniziare il nostro tour che parte da Port Elizabeth, sulla costa, e si concluderà a Cape Town passando per la Garden Route, un assaggio della campagna sudafricana con Swellendam e le dolci colline di Stellenbosch e dei suoi famosi vini, senza tralasciare la spettacolare costa con il capo di buona speranza, l’incrocio dei due oceani, le balene di Hermanus e i pinguini di Boulders Beach.

A Port Elizabeth arriviamo con un volo interno da Johannesburg (dove siamo ritornati col volo interno da Nelspruit) e subito familiarizziamo con la guida a destra…già provata al safari con minori difficoltà…quindi il battesimo è prima rotonda al contrario! Panico! Ma poi migliora ora dopo ora!!!

La prima casa che ci ospita è di una coppia di giovani molto simpatici ed accoglienti. La casa è molto bella, una camera curata e moderna, un giardino con piscina meravigliosi.

Sarà solo la prima delle magnifiche case che ci hanno ospitato.

A Port Elizabeth capiamo anche il tema sicurezza e quando mi dicevano amici già stati di non uscire a piedi dopo il calar del sole troviamo conferma dai proprietari che ci ospitano (tutti bianchi).

In Sud Africa la situazione sociale non è ancora paritaria tra bianchi e neri sebbene lo sia sulla carta. I bianchi sono una minoranza del 15% e vivono quasi tutti nel benessere mentre i neri spesso vivono ancora ai margini delle città o in villaggi in condizioni miserabili. La classe media nera fa fatica a formarsi.

Ecco perché il tema sicurezza per i bianchi è molto sentito…vivono blindati in case da sogno protette da sistemi di sicurezza svariati e a volte con guardie e filo spinato. Nelle città e nei luoghi anche turistici alle 17.30 i negozi chiudono e si svuotano le strade. Quindi si esce solo in auto dal tramonto in poi.

Usciamo per cena alla ricerca di un ristorante ma ci perdiamo e approdiamo in una sorta di fast food dove ordiniamo qualcosa da portare via e subito ci imbattiamo in una litigata tra due barboni di fronte al locale che per fortuna ha la guardia alla porta. Sono le 7 di sera, tutto intorno le strade deserte di gente ed è già buio, considerando che il sole tramonta verso le 18.

 

5 agosto – surf e tintarella

Salutiamo Port Elizabeth con colazione e passeggiata sulla bella spiaggia e sul parco adiacente dove tante persone fanno running di buon mattino. C’è il sole e fa discretamente caldo (circa 20 gradi).

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Port Elizabeth -la spiaggia

Percorriamo la strada fino a Plettenberg Bay, località di villeggiatura rinomata e piuttosto chic. La casa è mozzafiato, con vista sulla baia. La camera immensa e accogliente.

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la stanza di Plettenberg Bay

Nel pomeriggio facciamo un giro nel centro del paese molto grazioso e fino alla spiaggia, anche qui grande con l’oceano indiano in tutta la sua forza.

Ceniamo in uno dei ristoranti consigliati e più famosi. Stasera pesce! Ottimo il piatto di Fabio, un mix di frutti di mare e avocado in una terrina di pasta sfoglia. Io prendo il tonno scottato che non delude, peccato per il letto di tagliatelle in bianco!! Il locale è pieno di vita e mangiamo fuori in una bella serata tiepida.

 

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Fabio alle prese col suo ottimo piatto di pesce

6 agosto …sapori di mare

Da Plettenberg Bay inizia la famosa Garden Route, ricca di paesaggi mutevoli in un susseguirsi di scorci marittimi e foreste alpine!

Ci fermiamo a Knysna, famosa per la sua laguna ricca di ostriche che assaggiamo con grande soddisfazione. Ehm…assaggiamo alle 10 di mattina circa!!!

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le ostriche di Knysna

Knysna ci colpisce per la sua vitalità nella zona del mercato dove guardiamo la performance di danza di un complessino afro tra i banchi del mercato.

Dopo facciamo una bella passeggiata verso la laguna e entriamo in una nuova dimensione….Thesen Island, isolotto edificato in tempi recenti che ci offre di nuovo scorci di benessere e turismo locale di qualità.

La tappa successiva è Cape Agulhas (Agulhas è il termine portoghese che indica “aghi”, perchè le bussole in questo punto puntano verso il nord geografico), il punto più a Sud del continente africano (che non è capo di buona speranza) dove si incontrano l’Oceano Indiano e l’Atlantico in un paesaggio da fine del mondo, con questo mare impetuoso dominato da venti e correnti che hanno fatto naufragare vascelli nei diversi secoli. Per me che amo il mare è il punto che mi ha dato più emozione soprattutto pensando alle leggende che narrano di questi mari e al fatto che oltre c’è solo l’Antartide e sei catapultato in un paesaggio da mari del nord.

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Cape Agulhas-incontro tra i due oceani

Qui il mare lo respiri, lo rispetti e lo temi.

Pranziamo nel villaggio di Cape Agulhas in un posto carino che cucina pesce freschissimo. Fish & Chips e frittura di calamari ci soddisfano molto.

Proseguiamo sulla strada fino a Swellendam, terza città più antica del Sud Africa fondata dagli olandesi.  Swellendam si trova in campagna, alle pendici dei monti Langeberg ed è un tranquillo centro di casette basse.

Ci ospita una coppia di artisti in un cottage rustico e molto particolare per via delle numerose opere artistiche presenti. Il giardino è selvaggio e ha anche un’aia annessa con polli e conigli.

Qui Fabio dà il meglio di sé con una grigliata spettacolare vista l’enorme griglia costruita con delle pietre e l’ottima carne acquistata!

 

7 agosto – alla ricerca delle balene

La mattina dopo andiamo a visitare il Drostdy Museum dedicato alla vita dei coloni olandesi e la chiesa bianca olandese, ma ci rimane più impressa l’accoglienza delle persone che ci lavorano.

Oggi ci attende una delle tappe più emozionanti del viaggio… Hermanus e le sue balene. La sua baia è famosa perché da giugno a novembre arrivano dall’Antartide le balene “Southern Right”  che si riproducono e partoriscono nelle acque calde delle baie sudafricane. E’ una delle maggiori attrazioni del Sud Africa e quindi appena arrivati ci avviamo sulla bella passeggiata lungo la costa nella speranza di avvistarle…nulla di fatto…di nuovo la potenza, i profumi  e la bellezza dell’Oceano Indiano ci accompagna nel nostro pomeriggio sulla baia ma le balene si fanno desiderare.

La sera ceniamo in un ristorantino sulla passeggiata lungo mare ed è pieno di turisti ma nonostante questo divieto di rientrare a piedi!

 

8 agosto – la magia delle balene di Hermanus e delle colline di Stellenbosch

Decidiamo la mattina dopo di vederle con il tour in barca che vi consiglio di prenotare in anticipo su internet vista l’affluenza. Diverse compagnie offrono il tour e i prezzi sono standard, 50€ circa per 2 ore.

I soldi meglio spesi di tutta la vacanza! Non solo abbiamo visto le balene ma sono venute fin sotto la nostra barca regalandoci spettacoli emozionanti di spruzzi, movimenti di pinne, immersioni e riemersioni nella danza dell’accoppiamento di questi magici mammiferi acquatici.

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Hermanus e le sue balene

Ci avviamo nel pomeriggio verso l’interno per raggiungere Stellenbosch, centro nevralgico delle cape winelands che con Franschoek e Paarl rappresentano il cuore delle aziende vinicole sudafricane.

La strada verso le cape winelands è meravigliosa; un susseguirsi di colline ondulate tempestate di prati con varie tonalità di verdi e tappeti di fiori gialli. Uno spettacolo della natura che supera a mio avviso la Garden Route.

Stellenbosch ci accoglie come una bomboniera. Seconda cittadina più antica del SudAfrica fondata dagli olandesi, la troviamo curata e vivace con i suoi locali alla moda pieni di universitari (è sede di una famosa università). Mi piace e la eleggo a migliore centro abitato visitato in questo viaggio.

 

9 agosto …degustando le cape winelands

Stamattina, dopo un’attenta selezione delle cantine vinicole da visitare, partiamo alla volta delle nostre degustazioni.

L’esperienza più interessante è stata Boschendal, ettari di terra destinati alla produzione dei migliori vini sudafricani ma non solo, fattorie e orti in questa immensa azienda nata da 19 produttori locali.

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Azienda vinicola Boschendal

L’azienda è immensa e facciamo delle belle passeggiate in mezzo al verde. Il tutto è molto curato in ogni dettaglio e ad ogni angolo ci accolgono con cortesia e professionalità. Visitiamo i negozietti, l’orto e poi decidiamo per la degustazione…scegliamo 8 vini tra bianchi e rossi e rimaniamo molto soddisfatti. Piccolo particolare…non portano nulla da mangiare e l’alcol si fa sentire! Il costo è davvero irrisorio…25 rand (circa 3,5 euro) la degustazione complessiva.

Visitiamo in ultimo la cantina con una impiegata che ci spiega il processo di raccolta, decantazione, imbottigliamento e esportazione.

Soddisfatti proseguiamo l’itinerario verso Franschoek, centro di origine francese, grazioso ma molto turistico. Sono contenta di aver alloggiato a Stellenbosch più autentico e meno turistico.

La sera arriviamo a Simon’s Town, sulla penisola del capo.

Qui ci ospita una coppia molto simpatica in una casa incastonata nella roccia con vista mozzafiato sull’Oceano! Ci addormentiamo con il rumore del mare….quale migliore sonnifero!

10 agosto …verso la fine del mondo

Oggi perlustriamo tutta la penisola del Capo fino alla nostra ultima meta, Cape Town.

Prima tappa: la colonia di pinguini di Boulders Beach. La spiaggia e il parco adiacente sono a pagamento ma si possono vedere molto da vicino già dal parcheggio e lungo la passeggiata lungo la costa. Sono molto curiosi e si avvicinano con occhietti buffi! Vietato toccarli!!

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pinguino della colonia di Boulders Beach

Riprendiamo la strada costeggiano la penisola fino ad arrivare al Capo di Buona Speranza. L’area è preservata molto bene e comprende il parco e tutta la parte costiera a picco sul mare con paesaggi mozzafiato! Saliamo fino al faro e di nuovo la sensazione di trovarsi alla fine del mondo…

Lungo il percorso finale approdiamo a Fish Hoek dove ammiriamo una distesa di sabbia e dune sovrastata da nebbiolina che rende il paesaggio ovattato e surreale…un bianco accecante…uno spettacolo perdifiato…

Nel pomeriggio arriviamo a Constantia, la zona dove alloggiamo e di nuovo veniamo accolti in una villa con piscina e ingresso con guardia lungo una strada circondata solo da alberi…incantevole…

 

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lungo la penisola del Capo

11-12 agosto … Cape Town

L’impatto con la città è sorprendente….ad un certo punto vedi questa montagna piatta, imponente che si staglia sul mare e capisci che il paesaggio è unico.

Ciò che colpisce di Cape Town è la vivacità delle sue strade, trafficate di auto e di persone dai vari colori. I mercati e i negozi di varia natura che spaziano dall’artigiano, alla galleria d’arte, al negozietto vintage e così via e ogni angolo è una scoperta.

Da un punto di vista architettonico c’è un mix di stili coloniali inglesi e boeri affiancati dai palazzi moderni della city bowl, il centro degli affari.

Affascinante il quartiere musulmano con i suoi negozietti variegati e la zona del Waterfront, lungo il porto, un susseguirsi di mercati, centri commerciali e ristoranti moderni dove passeggiare in cerca di acquisti.

Il waterfront è anche il luogo dove parte la gita a Robben Island, l’isola che ospitava il carcere dove anche Mandela è stato rinchiuso per alcuni di anni. La gita va prenotata prima su internet altrimenti è praticamente impossibile trovare posto.

E’ stata per me l’emozione più grande soprattutto perché la guida è un ex detenuto politico che ci ha raccontato anche la sua storia e la battaglia per i diritti e l’uguaglianza che ancora non si è conclusa. Il suo discorso è stato molto toccante e mi ha fatto provare da vicino il malessere sociale ancora molto vivo.

Purtroppo non siamo saliti su Table Mountain causa nebbia.

 

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l’alba su Cape Town e Table Mountain

13 agosto si rientra in Italia

Ahimè è giunto il momento di rientrare.

Stanchi ma felici di quanto ci ha lasciato questa terra con le sue bellezze e i suoi contrasti. Un viaggio che mi ha lasciato tante domande sulla condizione tra bianchi e neri e anche tanta amarezza per quello che ho letto e visto ma allo stesso tempo mi ha emozionato con la sua natura selvaggia, i suoi animali, amati e rispettati, con il buon cibo e l’ospitalità di questo paese arcobaleno.

Al prossimo viaggio!

Simona

 

info utili per il viaggio

  • Documenti / visto
    • Non è necessario il visto di ingresso ma è sufficiente il passaporto in corso di validità
  • Vaccini
    • Il sito Viaggiare Sicuri riporta come obbligatoria la profilassi antimalarica in determinate zone come al Kruger ma noi non l’abbiamo fatta perché essendo inverno zanzare non ce ne sono o comunque in misura molto ridotta, pertanto è sufficiente proteggersi bene con indumenti lunghi di colore scuro e utilizzare i repellenti comuni di giorno e di notte.
  • Spostamenti interni
    • Noi ci siamo spostati con dei voli interni e con auto a noleggio.
    • Il paese è ben collegato via aerea e ci sono voli frequenti e a prezzi ottimi.
    • Il noleggio dell’auto è la soluzione più comoda per visitare il paese anche perché i prezzi sono buoni. Come già indicato nel diario attenzione alle assicurazioni e al controllo danni post consegna.
  • Cosa Mangiare – dove mangiare

Il cibo è buono e si trova di tutto. C’è molta influenza anglosassone nei dolci dove campeggiano i muffin e nello street food dove si trova facilmente fish&chips. E’ altrettanto facile mangiare sano in quanto nei locali le verdure sono fresche e abbondano e le carni sono buonissime. Provate anche carni di animali particolari come la zebra e lo struzzo o il coccodrillo…fanno anche gli spiedini! Il pesce si trova soprattutto lungo la costa e abbiamo mangiato sempre del pesce fresco ma mai crudo, non ci siamo fidati.

  • Costo totale del viaggio: 1600€ a testa complessivi di tutto per 14 giorni

consigli  pratici :

  •  bagaglio leggero per gli spostamenti frequenti (noi ci spostavamo ogni notte)
  •  imbarcare bagaglio se si intende comprare alcol e si fa scalo in posti arabi
  • abbigliamento leggero per il giorno e un kway per la sera o per qualche pioggia
  •  prenotare escursioni e visite dall’Italia (come la gita alla prigione di Mandela e le balene) ma anche auto e voli per snellire tempi attesa e per non rischiare di non riuscire a farle
  • prenotare il kruger molto in anticipo. Io ho prenotato a maggio rischiando di non trovare posto. Alcuni mi hanno detto che i Camp migliori li hanno prenotati a gennaio-febbraio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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