Namibia: la terra che Dio creò in un giorno di rabbia (secondo un detto boscimano)

Ringrazio Angela per il magnifico racconto sulla Namibia! Una terra magica!

costo: euro 3590 tasse incluse, gg. 15, con mezza pensione, ingresso ai parchi, una mini crociera, guida locale per tutto il tour ed accompagnatore dall’Italia

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Dopo tanti tentativi, finalmente parto per la Namibia!
Era dai tempi del viaggio in Australia (quattro anni fa) che non mi emozionavo
all’idea di partire.

Avrei visto l’Africa, la sua natura, i suoi colori ed i profumi!

Preparare la valigia non è stato semplice: avevo letto delle differenze climatiche,
delle escursioni termiche. Confesso, ho rifatto più volte la valigia togliendo ed
aggiungendo un sacco di abbigliamento poi, finalmente, la partenza e mille,
inimagginabili aspettative.

Sono arrivata all’alba, dopo nove ore di volo. All’orizzonte si delineava nel buio,
una striscia rosso vivo: era la mia prima aurora in terra di Namibia.

Il trasferimento nel Parco Nazionale di Etosha (il nome significa il grande luogo
bianco perché formatosi dal prosciugamento di un immenso lago salino, l’Etosha
Pan) e poi il relativo pernottamento di due notti mi ha fatto vivere in un mondo
fiabesco. La stagione di siccità fa sì che gli animali si concentrino attorno alle
pozze d’acqua dove alla sera vanno ad abbeverarsi.

pozza-con-animali
animali al parco Etosha

Dopo cena, sotto un cielo incredibilmente luminoso di stelle attendevo nel silenzio
più assoluto l’arrivo di una giraffa, di un rinoceronte o di un orice.

Il calare del buio più completo e l’aumentare della luce lunare consentiva agli
animali di riflettersi nell’acqua; immersa in sensazioni di magica incredulità a me
mancava il fiato!

Il trasferimento verso Epupa Falls, direzione confine con l’Angola, avviene
attraverso montagne selvagge. E’ una zona percorsa dal fiume Kunene e lo
scenario che si apre ai miei occhi è unico: le acque precipitano con salti verticali
dentro strette gole e resto vaporizzata dalle nubi di spruzzi.

Sono queste le terre dove vive il popolo Himba.
Si tratta di un popolo alto, snello e dal portamento fiero. Vivono di pastorizia in
villaggi di semplici capanni costruiti con spinosi rami di acacia e fango. Sono
molto legati alle antiche tradizioni e le donne si adornano con monili dalla testa ai
piedi. I seni sono scoperti, il corpo spalmato di argilla impastata e grasso animale
che serve anche a proteggersi dal sole.

ragazza-himba
donna Himba

La loro ospitalità mi ha commossa, apprendere del loro vivere quotidiano,
conoscerli negli usi è stata una delle esperienze più forti di questo viaggio.

Al mattino parto presto. Le immagini che scorrono davanti ai miei occhi hanno
dell’incredibile: paesaggio struggente e desolato, strade sterrate e polverose,
montagne ora con picchi rocciosi ora con guglie e poi, ancora, grossi monoliti di
arenaria rossa. Sembra di essere in un altro mondo, altre terre e invece è la regione
del Damaraland che dal nord ovest della Namibia degrada verso il mare.

Il tramonto mi sorprende e mi lascia senza fiato: come dimenticare il colore rosso
fuoco di questa arenaria?

Pensare a questa parte di Africa come ad una zona di elefanti, zebre, leoni, struzzi
o quanto di immaginario colleghiamo al regno animale tipico africano è
semplicemente riduttivo.

Lungo il viaggio noto molti alberi con stranissimi, immensi nidi: sono i nidi del
passero sociale. E’ praticamente un grande condominio in cui ogni passerotto
costruisce il proprio nido. Le dimensioni crescono e si estendono sugli alberi quasi
a sembrare enormi elefanti adagiati sulle piante.
Altra curiosità sono i nidi costruiti dal passero tessitore. Si tratta di tante grosse
palle che il passero distribuisce sugli alberi (avete presente un albero di Natale con
tutte le palle decorate?). Poiché i serpenti vanno a mangiare le uova il passero
tessitore li inganna costruendo tanti nidi ma in realtà custodendo i suoi piccoli solo
in uno. Eh, la sopravvivenza!

nidi-del-passero-tessitore
nidi del  passero tessitore

E’ una scoperta ed uno stupore continuo e la visita della laguna di Walwis Bay ne è
la conferma. La barca ha iniziato il suo giro con un esordio a dir poco strabiliante.

Appena a bordo una sorniona otaria, con una linea sinuosa ed un musetto birichino
mi ha fatto sobbalzare perché all’improvviso è salita a bordo anche lei. Ha regalato
un bello spettacolo ed il capitano Nick, cento kg di simpatica allegria, l’ha
premiata con ottimo pesce.

foca
otaria sulla barca

La navigazione si è rivelata magnifica: otarie, fenicotteri rosa, cormorani, gabbiani
e delfini hanno movimentato il nostro viaggio. E’ questa una zona in cui vengono
allevate sia le cozze che le pregiate ostriche. Naturalmente il pasto servito a bordo
era a base di queste prelibatezze arricchite da coloratissimi, gustosi stuzzichini!

Non c’è possibilità di annoiarsi, il paesaggio è incredibilmente vario. Dopo la
giornata in laguna il giorno dopo cambia la morfologia del territorio.

Mi rendo conto che qui la vita concentra migliaia di anni: è la zona della
Welwitschia Mirabilis. E’ una pianta unica al mondo e vive solo qui, nelle zone più
aride della Namibia. Fa parte delle conifere, ha solo due grandi foglie che, negli
anni, si allungano e si allargano dividendosi in due, si incurvano e si sfilacciano.

Ho avuto la fortuna di fotografarne anche il fiore, un miracolo in una zona dal
paesaggio lunare!

Mi hanno detto che le dune del Deserto del Namib sono le più belle ed anche le più
alte esistenti al mondo. Giungere al Deadvlei (un lago morto tutto bianco con
alberi bruciati e circondato da dune rosse) mi ha fatto sentire piccolissima ed
emozionata oltre che incredula.

deserto-d-sale
lago morto Deadvlei-Big Papa

 

 

Il Big Papa, l’altissima duna che sovrasta la zona,
mi ha avvolta in un scenario unico, splendido. Le ombre che il sole creava su di
essa la rendeva ancora più maestosa. Chi camminava sul suo crinale, visto dal lago
bianco, altro non era che un puntino, un granello di sabbia aggiunto a quella
immensità. Ciò che però mi riempiva il cuore era il silenzio, un silenzio che
sovrastava le voci delle già numerose persone presenti sia sulla duna che
sul lago, un silenzio misterioso ed irreale.

deserto-di-sale2
lago morto Deadvlei

Mistero, irrealtà, fascino credo siano i termini che un viaggio in Namibia
richiama continuamente.

Arrivare “alla città fantasma” di Kolmanskop, un centro diamantifero ormai
abbandonato, crea una sensazione d’altri tempi. Sembra di sentire il
rumore di una lunga ferrovia costruita nel nulla, i soldati tedeschi che
impongono ordini a quanti lavorano ai giacimenti e le fatiche di quanti
sottostavano a questa schiavitù. Una sensazione di impotenza, di velata
tristezza per una sete di potere che ha sempre influenzato la storia dalla
notte dei tempi e che neppure il vento, che qui soffia con costante forza
spostando intere dune, non è mai riuscito a portar via, a cancellare.

Non lontano sorge Luderitz, un pezzo di Baviera costruita a fine 800 in
questo angolo di gelida costa atlantica.

Alla tristezza di questo passato coloniale subentra un passato molto più
antico e affascinante. Direzione deserto del Kalahari con tappa e visita a
quello che è stato eletto monumento nazionale: la foresta di Kokerboom.

Le sue piante hanno dai due ai tre cento anni, appartengono alla famiglia
dell’aloe, resistono al gelo e raggiungono altezze considerevoli (nove metri
e quasi un metro di circonferenza), fioriscono in inverno (giugno/luglio) la
prima volta dopo trent’ anni, con bellissimi fiori gialli.

Sono piante meravigliose! I boscimani ne utilizzavano le cortecce per
costruire le loro faretre.

tramonto-al-kalahari
tramonto al kalahari

Parlare di deserto del Kalahari è improprio. In realtà si tratta di un semi
deserto, infatti esistono piante che hanno avuto il sopravvento sulle
coloratissime dune. E’ un territorio estesissimo, forse l’estensione di sabbia
più grande esistente.

Qui, al tramonto, intere famiglie di giraffe con i piccoli, disegnano il profilo di
questo angolo di mondo meraviglioso, le zebre e gli orici fuggono al
passaggio delle jeep, gli struzzi s’incurioscono mentre le iene e gli sciacalli
iniziano la caccia.

tramonto-in-famiglia
tramonto in famiglia

Stasera c’è la luna piena, a guardarla sembra quasi sorretta, appoggiata
dai rami con i primi fiori primaverili. Le stelle già fanno capolino, sono
tantissime e luminose. L’aria comincia ad essere pungente ma gradevole
non ho voglia di lasciare questa magia

Angela

 

SUGGERIMENTI/CONSIGLI

 Norme igienico/sanitario: non è obbligatoria nessuna vaccinazione ma  la zona nord (Etosha National Park), specie da novembre a giugno, è a rischio  malaria quindi occorre proteggersi molto bene da punture di zanzare (in particolar modo al mattino ed alla sera) con  prodotti repellenti ed abiti coprenti. Non bagnarsi nei fiumi, nei ruscelli e nell’Epupa Falls.

E’ consigliabile il vaccino contro tetano, febbre tifoide, epatite A e B e febbre gialla.

Bagaglio e Abbigliamento : il clima secco (da dicembre ad aprile) con temperature tra i 25° ai 35° gradi circa,(e notevoli escursioni notturne) e quello freddo (da maggio a settembre) con temperature che alla sera scendono di molto, suggeriscono un abbigliamento davvero molto vario.

Suggerirei gli indispensabili:                          

            – t-shirt maniche corte e lunghe per la sera

            – camicie manica corta e manica lunga per la sera

            – felpa, maglione 

            – pantaloni corti per il giorno e lunghi per la sera

            – giacca a vento – K-way

            – cappello con frontiera o a tesa larga

            – scarpe comode chiuse o da trekking (leggere) 

            – occhiali da sole

            – repellente insetti – zanzare

            – crema antistaminica contro le punture degli insetti

            – protezione solare (protezione totale) – burro cacao

            – macchina fotografica, binocolo, video camera, batterie 

Cosa Mangiare: armonia di ricette e sapori che provengono da culture e paesi diversi ed ecco la cucina namibiana! Sudafricana per natura, tedesca per motivi storici e poi ancora olandese, portoghese ed anche influenze del sud est asiatico.  Broai (barbecue) tipici, insalate, potjiekos (stufati di carne o pesce), biltong (strisce di carne secca e speziata), ostriche di Luderitz. Piatti gustosi integrati da frutta di marula, embe (prugne selvatiche) e succose, dolci arance.

Lasciate pieno appagamento alla vostra vista,lasciate al vostro palato il piacere dell’assaggio, al vostro olfatto l’estasi dei profumi. Vi stupirete di quanto vi piacerà la cucina namibiana e ve ne innamorerete!

Voli e trasporti in loco: da Torino a Francoforte e ritorno con Lufthansa, proseguimento sino alla capitale Windohoek, con Air Namibia (in totale circa undici ore di volo). Il tour, gruppo di 15 persone,percorso con un bus(circa 5.700 chilometri). Percorso avventuroso, la maggior parte del territorio si attraversa su strade sterrate, ma siamo in Africa! 

Documenti: passaporto valido almeno sei mesi (per i cittadini italiani non è richiesto il visto)

  •   Consigli spiccioli  

     –  portate con voi una piccola farmacia da viaggio – Il territorio è immenso ed in   gran parte isolato; non sempre sarà facile trovare ciò di cui potremmo aver bisogno.

 – ricordatevi di proteggere in sacchetti di plastica o specifiche custodie i vostri indumenti, sarà utile sia per isolarli dalla sabbia che dagli insetti.

 – Dedicate tempo alle vostre foto, alle riprese ma come potete, abbandonatevi a tutto ciò che si presenta ai vostri occhi. La natura non sempre lascia tempo alla tecnologia, tutto avviene in una frazione di secondo ed allora non perdetela. Osservate e meravigliatevi, scoprirete di avere ancora la curiosità e lo stupore dei bambini. E’ il segreto per portare le immagini della Namibia con voi, per sempre! 

    Conclusioni 

–   Un viaggio in Namibia è assolutamente da fare almeno per tre ottimi motivi: per osservare, nella meravigliosa pace notturna, gli animali che vanno ad abbeverarsi nelle pozze dell’Etosha National Park (e quindi pernottare in lodge fronte pozze), incantarsi alla vista dell’alba nel deserto del Namib ammirando i colori e le ombre che si creano sulle splendide dune di Sossusvlei, emozionarsi al tramonto del deserto del Kalahari, tra le coloratissime dune!

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